Stemma di Gonnoscodina

HOME >  Cultura > Territorio

Comune

Uffici

Servizi

Territorio

Il territorio collinoso di GonnoscodinaDescrizione e cartografia
Il territorio comunale di Gonnoscodina facente parte della Marmilla, si estende per circa 900 ettari, confinando con i territori comunali di Simala e Baressa a Nord, Baressa e Siddi a Est, Gonnostramatza a Sud, Gonnostramatza e Masullas a Ovest.
È composto da una parte collinosa detta Monti, a Est-Sud Est, con rilievi di modesta entità che raggiungono l'altezza massima di 344 m (Cùccuru bìngias); una parte pianeggiante detta Prànu a Ovest/Nord-Ovest e, infine, una terza parte ove scorrono il Rio Mogoro e il Rio Gotzua e vi confluiscono sia su Monti che su Prànu.
Il suolo è composto prevalentemente da formazioni calcaree-marnose, da arenarie e argille del Miocene cui fanno eccezione la zona basaltica di Pab''e funtana a Sud-Est e la valle alluvionale dei due rii.
Il territorio prevalentemente agrario, è stato impoverito dall'azione dell'uomo, degli incendi e delle erosioni e si presenta sostanzialmente, tranne che nelle valli alluvionali, brullo e desolato.

Cartografia
La rete Internet offre diversi strumenti per la consultazione cartografica o per la visione tramite fotografie aeree o satellitari.
Segnaliamo tra questi i più significativi, in particolare per la cartografia dell'Istituto Geografico Militare, carte tematiche e fotografie aeree dell'intero territorio italiano (del 2000 e 2006), il sito del Ministero dell'Ambiente - Portale cartografico Nazionale;
la sezione SardegnaTerritorio - Atlante del sito della Regione autonoma della Sardegna;
Ricordiamo, infine, il programma Google Earth per la ricerca e la visione di immagini satellitari.

Flora
La mancanza di zone impervie ha voluto che sull'intero territorio venisse praticata l'agricoltura e la pastorizia, le quali hanno preso il posto del bosco: in particolare nella seconda metà del XVIII secolo è stata massiccia l'opera di disboscamento, sia per l'approvvigionamento di legna da ardere, sia a causa degli incendi appiccati alle zone di macchia per ottenere pascoli. Crescono isolate, le specie della macchia mediterranea quali le querce, il lentisco e l'olivastro, ma fra tutte prevalgono le piante a ciclo breve come l'asfodelo, il cardo selvatico, l'euforbia e la fèrula.
Boschetti di salici e pioppi, e distese si erbe palustri: giunchi, tife, cannucce palustri popolano le rive dei corsi d'acqua.

Fauna
Il paesaggio brullo consente il popolamento di poche specie animali: volpi, lepri, conigli; tra i volatili sono presenti pernici, quaglie, falchi, upupe, civette, corvi e cornacchie, comunissimi e talvolta infestanti i passeri. Lungo i corsi d'acqua sono comuni le raganelle e i rospi.

Cultura

Valid XHTML 1.0 Strict Valid CSS! Link per il download di Acrobat Reader 7