Stemma di Gonnoscodina

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Periodo aragonese

Tra il 1342 e il 1348 troviamo le prime tracce storiche di Gonnoscodina, citato tra i paesi versatori di Decime alla Curia Romana, con i nomi di Ghonos de codina e Gonnos de Codina.
Nel 1369 viene infeudato a Ponzio de Jardi dal re Pietro il Cerimonioso, infeudamento che avvenne senza alcun risvolto apprezzabile durante la guerra tra il Regno di Arborea e il Regno di Sardegna. Pasquale Tola nel Codex Diplomaticus Sardiniae annovera Gonnoscodina tra le comunità di Parte montis che aderirono nel 1388 al trattato di pace, siglato due anni prima, da Eleonora d'Arborea e Pietro IV d'Aragona.
Nel silenzio delle fonti storiche il paese di Gonnoscodina seguì le vicende storiche degli anni successivi; secondo F. C. Casula, dal 1410 al 1430 Gonnoscodina appartenne al regno di Sardegna, in seguito, l'ex Curatoria di Parte Montis venne data in dono, in occasione delle nozze con Berengario Bertran Carros, a Eleonora Manrique, entrando così a far parte della Contea di Quirra.
Il silenzio storico viene rotto solo nel 1500, infatti, grazie alla ricerca del 1983 di Francesco Tuveri sull'unione tra le Diocesi di Ales e Terralba, ritroviamo documentati nella Bolla Aequum reputamus di papa Giulio II, i benefici degli Arcipreti e dei Canonici, e tra questi anche il Canonico di Gonnoscodina.
Il feudo di Quirra resto in mano alla famiglia Carros fino al 1511, passando, per via ereditaria, alla famiglia Centelles che lo mantenne fino al 1674, quindi venne concesso a Francesco Pasquale Borgia fino al 1726, ai Català fino al 1798, agli Osorio de la Cueva fino al 1838, anno in cui venne riscattato da Carlo Alberto re di Sardegna.

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